Trento, 3 aprile 2026 – In relazione alla gara per l’affidamento del servizio di call center, e a fronte delle voci che si rincorrono in queste ore, Dolomiti Energia conferma con fermezza il proprio ruolo di garante e presidio attivo delle tutele occupazionali. Il Gruppo segue con la massima attenzione tutte le fasi del processo e vigila costantemente sul pieno rispetto delle clausole sociali e delle garanzie previste dalla gara, poste a tutela delle lavoratrici e dei lavoratori coinvolti. In questo quadro, Dolomiti Energia ribadisce il proprio impegno a far sì che la continuità occupazionale, i diritti e le condizioni di lavoro rappresentino elementi centrali e non negoziabili, intensificando il confronto con il futuro operatore e con le rappresentanze dei lavoratori per vigilare sull’effettiva applicazione di tutte le garanzie previste dalla normativa vigente e dagli accordi applicabili.
Va ricordato che un pronunciamento del Tribunale Regionale di Giustizia Amministrativa di Trento ha già riconosciuto la correttezza e la legittimità dell’operato di Dolomiti Energia.
La sentenza del TRGA ha riconosciuto che:
- Dolomiti Energia fin dall’inizio della procedura ha operato correttamente e che le accuse rivolte alla Società sono infondate. La Società ha agito nel rispetto di tutte le normative.
- la gara prevede una clausola sociale a tutela della continuità occupazionale e che l’organizzazione del personale, così come l’applicazione dei contratti collettivi, avvengono nel pieno rispetto della normativa vigente.
- non vi è stata alcuna violazione delle tutele dei lavoratori e la procedura non determina fenomeni di precarizzazione o perdita dei posti di lavoro.
Il confronto con i sindacati
Dolomiti Energia sin dall’avvio del confronto ha manifestato la massima disponibilità a costruire un’intesa con le organizzazioni sindacali, proponendo la sottoscrizione di un protocollo finalizzato a garantire tutele concrete, rafforzate e verificabili per i lavoratori coinvolti. Mentre la FIOM a fronte di tale proposta ha scelto di non aderire al protocollo di intesa e di intraprendere un’azione presso il Tribunale Regionale di Giustizia Amministrativa, accompagnando questa scelta con una ricostruzione dei fatti che, come confermato dalla sentenza, non trova riscontro nella realtà. Nonostante ciò la società ribadisce ancora una volta la propria disponibilità a un confronto aperto e costruttivo con le organizzazioni sindacali a tutela dell’occupazione di lavoratori e lavoratrici.